Buongiorno a tutti sono la mamma di Emanuele, in America il mio bimbo con la logopedia mangiava per bocca e faceva 4 ore di fisioterapia al giorno, ora qui in Italia devo scegliere se fargli un ora di logopedia o un'ora di fisioterapia quindi io mamma devo decidere se mio figlio deve continuare a portare la peg e fargli rovinare la deglutizione o atrofizzare i muscoli del corpo. Perchè? Tanto e' un bambino sano! Di notte non dorme e mia figlia Elisa non può andare a scuola, normale per le istituzioni che come assistenza domiciliare e' pressoche' inesistente. Mio marito deve riprendere il lavoro e mi sembra piu che giusto. Ma che devo fare? Vedere mio figlio spegnersi giorno dopo giorno? Lasciarlo sul letto o sulla carrozzina? No, io non posso accettarlo perchè deve fare una vita dignitosa, neppure la dignità di un bagno gli è permesso di fare.
Io come mamma devo dargli voce perchè nessuno ascolta l'urlo di dolore di questi bimbi, quindi da oggi ho preso questa decisione non toccherò cibo e acqua fino a che le istituzioni non aiutano mio figlio.
Emanuele ha tutti i diritti è inammissibile che venga abbandonato al suo destino una creatura innocente a cui hanno spezzato le ali della vita.
In America ha ottenuto dei miglioramenti con le terapie e ora nel suo paese deve peggiorare, no io non l'accetto.

Ricordatevi che bambini come Emanuele c'è ne sono tantissimi.
Firmato la mamma di Emanuele.


Salve a tutti sono Anna, un’amica di Eleonora .. ieri parlando con Ele .. contenti in parte del ritorno in Italia, mi ha messo a conoscenza del solito cinismo all’italiana … con precisione della nostra sanità.
In america Emanuele era sottoposto a tutte le cure necessarie che gli permettevano di vivere un po’ dignitosamente le giornate … tornati in Italia la famiglia viene messa in una sorte di bivio: scegliere tra le due opzioni che gli da l’Asl di Milano, ovvero, fargli fare un’ora di logopedia oppure un’ora di fisioterapia. In pratica i genitori dovrebbero decidere se Emanuele deve continuare a portare la peg e fargli rovinare la deglutizione, oppure decidere di far atrofizzare i muscoli del corpo.
Ciò che rende la cosa più assurda di quello che già è, che a decidere tutto questo è stato l'asl, cioè coloro che di norma dovrebbero salvaguardarci e salvaguardare in primis la salute del minore, non metterlo in una sorte di eutanasia.
Dove non riesco a capacitarmi è che in Italia l’eutanasia è vietata .. ci sono stati molti casi nel nostro paese dove si sono mossi politici di ogni genere e governi … solo perché un malato capace di intendere e di volere voleva mettere la parola fine ad una sofferenza ormai all’estremo della sopportazione consapevole che non c’era per egli una guarigione, che ormai la sua storia di vita era quella e finiva così … Ema invece che chiede solo il diritto alla vita che un equipe di medici gli ha precluso, gli viene emessa una sorte di condanna definitiva: o scegli di far continuare a mangiare tuo figlio (però resterà per sempre su di una sedia a rotelle o letto), oppure continuare la fisioterapia e rinunciare alla peg cosa impossibile perché sarebbe inverosimile non nutrirsi e fare terapia per camminare in futuro … perché un corpo che non si nutre non ha le forze materiali per camminare da solo … quindi in poche parole in un modo o nell’altro è eutanasia.
Qualsiasi scelta faranno i genitori, il destino di Emanuele è deciso … ha avuto una sorte di condanna a morte … è brutto dirlo ma è la realtà dei fatti … c’è una legge che dice che in Italia l’eutanasia è vietata .. e come si fa quando sono le istituzione come in questo caso a portela? Io sono indignata di tutto ciò …. e sinceramente mi vergogno di essere italiana quando noi cittadini veniamo rispettati più all’estero che nel nostro paese dove ci viene causato il danno…!!!
A voi ardua sentenza !!!
Firmato la Anna.